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SIBO. Sindrome da eccessiva crescita di batteri nel piccolo intestino

DATA
28.03.2014

NOTIZIA
SIBO
Sindrome da eccessiva crescita di batteri nel piccolo intestino

Il piccolo intestino è la sezione del tratto gastrointestinale che collega lo stomaco con il colon. Lo scopo principale del piccolo intestino è digerire e assorbire il cibo. L’intestino tenue ha inizio nel duodeno (in cui il cibo dalla stomaco si svuota), seguito dal digiuno, e poi dall’ileo (che svuota il cibo che non è stato digerito nell’intestino crasso o colon) .
L’intero tratto gastrointestinale, tra cui l’intestino tenue, contiene normalmente batteri. Il numero di batteri è maggiore nel colon (almeno miliardo batteri per millilitro di liquido) e molto più bassa nel piccolo intestino (meno di 10.000 batteri per ml di liquido).
Inoltre, i tipi di batteri all’interno del piccolo intestino sono diversi rispetto ai batteri del colon. Una crescita eccessiva batterica intestinale (SIBO) si riferisce ad una condizione in cui un numero anormalmente elevato di batteri (almeno 100.000 batteri per ml di liquido) sono presenti nel piccolo intestino e le tipologie di batteri nell’intestino tenue assomigliano di più ai batteri presenti nel colon.

Quali sono le cause della SIBO?
Il tratto gastrointestinale è una struttura anatomica dotata di muscolatura che determina la digestione ed il transito del cibo verso il colon. L’attività coordinata dei muscoli dello stomaco e dell’intestino tenue spinge il cibo dallo stomaco nell’intestino tenue e nel colon. Anche quando non c’è cibo nel piccolo intestino, l’attività muscolare determina continui movimenti dell’intestino tenue verso il colon.
L’attività muscolare continua dell’intestino tenue è importante per la digestione del cibo, ma è importante anche perché “spazza” fuori i batteri dell’intestino tenue e limita così il numero di batteri nel piccolo intestino. Tutto ciò che interferisce con la progressione della normale attività muscolare attraverso il piccolo intestino può provocare la SIBO.
In parole semplici: qualsiasi condizione che interferisce con l’attività muscolare nel piccolo intestino permette ai batteri di rimanere più a lungo nel piccolo intestino e ne facilita la moltiplicazione. La mancanza di attività muscolare può anche permettere ai batteri di diffondersi all’indietro, dal colon nell’intestino tenue.

Molte condizioni sono associate alla SIBO.
Le malattie neurologiche e muscolari possono alterare la normale attività dei muscoli intestinali. Il diabete mellito determina a volte danni ai nervi che controllano i movimenti intestinali. La sclerodermia danneggia i muscoli intestinali direttamente. In questi casi l’attività muscolare anormale nell’intestino tenue permette di sviluppare la SIBO.
La ostruzione parziale o intermittente del piccolo intestino interferisce con il trasporto di cibo e batteri attraverso il piccolo intestino e può causare SIBO; le cause di ostruzione comprendono aderenze, esiti di precedenti interventi chirurgici e la malattia di Crohn; anche diverticoli o anse cieche dell’intestino tenue permettono ai batteri di moltiplicarsi all’internodi essi.
Inoltre, la riduzione della acidità gastrica, la riduzione della capacità batteriostatica della bile e del succo pancreatico, ed anche un deficit di immunoglobuline possono essere corresponsabili della insorgenza una aumentata crescita di batteri nell’intestino tenue.

Che disturbi determina la SIBO?
I sintomi possono essere aspecifici: distensione addominale, meteorismo, borborigmi, dolore addominale, diarrea, dispepsia, malassorbimento, calo ponderale, sintomi extraintestinali da malassorbimento (anemia e/o neuropatia da carenza di vitamina B12, osteoporosi o tetania per ipocalcemia da ipovitaminosi D) o su base immunomediata (artrite, dermatite).
La sintomatologia è in larga parte sovrapponibile a quella della sindrome dell’intestino irritabile.

L’associazione tra SIBO e SII non è però concordemente valutata in letteratura e non è confermata quando la SIBO viene diagnosticata sulla base dell’aspirato digiunale anziché del BREATH TEST. L’insieme dei dati attualmente disponibili indica che la SIBO può essere responsabile o contribuire in misura significativa ad alcuni sintomi caratteristici della SIBO, ma la proliferazione batterica non può esserne ritenuta la sola causa.
I più comuni eventi avversi segnalati durante trattamento con IPP includono proprio dolore e gonfiore addominale, flatulenza, stipsi o diarrea; va tenuto pertanto presente che il trattamento prolungato con inibitori della pompa protonica (IPP), inibendo fortemente la secrezione acida gastrica, può indurre significative alterazioni della flora batterica gastrica, duodenale e intestinale.

Come si diagnostica una SIBO?
La SIBO dovrebbe essere inclusa nella diagnosi differenziale dei pazienti che si presentano con dolore addominale, borborigmi, diarrea, perdita di peso, anemia macrocitica, distensione addominale con diarrea a spruzzo, o altre stigmate di malassorbimento. La diagnosi di sospetto malassorbimento deve essere basata sulla valutazione clinica. Un attento esame obiettivo, una corretta anamnesi per individuare eventuali cause predisponenti, la esecuzione di esami ematici cosiddetti “di routine” devono precedere ogni altro accertamento.
Il gold standard per la diagnosi di proliferazione batterica è sempre stata la dimostrazione di eccessiva concentrazione batterica in un aspirato digiunale, che può essere eseguita durante l’endoscopia o con la fluoroscopia con intubazione digiunale. La proliferazione batterica è clinicamente significativa quando la conta batterica è superiore a 10.000 organismi / ml (normale concentrazione digiunale è ≤ 10.000 organismi / mL). Organismi multipli sono solitamente presenti in numero variabile le specie più comuni sono Bacteroides, Enterococcus e lattobacilli.
Tale test è però particolarmente invasivo e la cultura quantitativa da aspirati digiunale ha diversi limiti.

Nella pratica quotidiana si ricorre perciò ai BREATH TEST ALL’IDROGENO eseguiti somministrando una dose di prova di carboidrati (di solito glucosio, o lattulosio, in una dose da 50 a 75 g per gli adulti), che, nei pazienti con SIBO, è associata ad un’ anomalo aumento dei livelli di idrogeno nel respiro.
L’accuratezza diagnostica del test del glucosio è stato confrontato con il d-xilosio test e la cultura dell’ aspirato del piccolo intestino. Non si sono rivelate differenze statisticamente significative nella precisione, tra gli studi. Dal momento che le prove di respiro sono più semplici da eseguire, sono una scelta ragionevole per lo screening e il monitoraggio della terapia.
Per migliorare la precisione del test è utile ricordare che alcuni alimenti (pane, pasta, fibra) devono essere evitati prima delle prove perché causano secrezione prolungata di idrogeno, che Il fumo di sigaretta o l’esercizio fisico sufficiente per produrre iperventilazione devono essere evitati per due ore prima del test, che i batteri orali possono portare ad un picco di idrogeno precoce, quindi, pre-test, deve essere eseguito lavaggio della bocca con un antisettico.
Il test è sicuro, facile da eseguire, e può essere usato nelle donne in età fertile e bambini, ma va tenuto presente che la malattia polmonare può interferire con l’interpretazione dei risultati e falsi negativi possono verificarsi nel 30-40 per cento dei pazienti a causa un basso numero di organismi anaerobici.

Come si cura una SIBO?
Quando esiste una causa sottostante che può richiedere la chirurgia (anse cieche, aderenze, fistole enterocoliche, ecc.) questa va presa in considerazione. In caso di ridotta motilità intestinale, l’impiego di farmaci procinetici può avere un effetto significativo sull’iperproliferazione batterica.
Il trattamento antibiotico va considerato; esso dovrebbe essere efficace sui batteri intestinali sia aerobi sia anaerobi. Le tetracicline sono state considerate a lungo il trattamento di scelta, ma, soprattutto per il trend di comparsa di resistenze, non sono attualmente ritenute ottimali per un trattamento ciclico e/o prolungato. Diversi sono gli antibiotici valutati positivamente, consulta sempre il tuo medico di medicina generale o lo specialista.
Viene generalmente consigliato un ciclo di antibioticoterapia di 7-10 giorni, che può essere sufficiente a migliorare i sintomi e avere un effetto sostenuto anche per mesi. La recidiva sintomatologica dopo il trattamento è tuttavia evento comune, rendendo spesso necessaria una terapia ciclica.
Estremamente limitati sono invece i dati relativi all’impiego di prebiotici e probiotici, attualmente non raccomandati per questo impiego.
Qualche accorgimento dietetico può essere utile, come somministrare una dieta con nutrienti rapidamente assorbibili, che lascino meno substrato per i batteri intestinali, ridurre i carboidrati non assorbibili e incrementare il contenuto in grassi.

Fonte: Dr. Luigi Tomarelli Gastroenterologo

TAG: sibo Sindrome da eccessiva crescita di batteri breath test lattulosio

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