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Reflusso gastroesofageo (MRGE) e l'agopuntura

DATA
03.12.2013

NOTIZIA
La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è uno dei disturbi gastrointestinali più diffusi. Si caratterizza tipicamente da bruciore retrosternale e rigurgito acido nell’esofago, spesso notturni. Studi epidemiologici evidenziano che fino al 15% della popolazione manifesta i sintomi almeno una volta a settimana, mentre il 7% li manifesta quotidianamente, alterando notevolmente la qualità della vita.

Oltre ai sintomi tipici, la malattia può mostrarsi con una serie di disturbi che possono accompagnare il bruciore e il rigurgito: laringite e raucedine cronica (soprattutto mattutina), tosse stizzosa, asma, palpitazioni, eruttazioni, erosioni dentali, bronchiti ricorrenti e mal di gola persistenti e inspiegati. Anche disturbi del sonno sine causa possono essere correlati alla MRGE. Questi sintomi “atipici” possono presentarsi da soli, rendendo necessaria una diagnosi di esclusione prima di arrivare alla malattia da reflusso. In alcuni casi compare un dolore toracico così intenso da simulare una patologia cardiaca, mentre in altri non si manifesta bruciore o dolore, e il sospetto di malattia si pone solo dopo un tempo prolungato quando compare difficoltà a deglutire per stenosi dell’esofago distale. Tale stenosi si sviluppa a causa dell’infiammazione cronica e persistente della mucosa esofagea che crea una sorta di cicatrice e impedisce la normale dilatazione dell’esofago al passaggio del bolo alimentare.

Perché si sviluppa la MRGE?

La causa si riscontra nell’alterazione dei meccanismi antireflusso fisiologici, ad esempio l’incontinenza dello sfintere esofageo inferiore o l’errata localizzazione della giunzione gastroesofagea sul diaframma a creare una ernia iatale. Oltre l’incompetenza delle barriere, il contenuto gastrico risale più facilmente quando:

- aumenta la pressione nello stomaco (dopo i pasti);
- si passa dalla posizione in piedi a stesa o china in avanti, a causa della forza di gravità;
- la pressione intraddominale è aumentata (obesità, gravidanza, abiti stretti intorno alla vita).

La diagnosi di MRGE è principalmente clinica, a volte basta valutare l’efficacia dei farmaci usati in prima linea per il reflusso, cioè gli inibitori di pompa protonica. Solo in alcuni casi è necessario effettuare una gastroscopia (età avanzata, calo ponderale, disfagia, dolore epigastrico, fumo, familiarità per ulcere o tumori del tratto digerente). Spesso tuttavia la gastroscopia risulta normale o mostra solo l’ernia iatale. Poiché almeno il 60% dei pazienti non ha esofagite o erosioni alla gastroscopia, si è classificato questo tipo di reflusso senza alterazioni della mucosa come un sottogruppo di malattia a sé (NERD: non-erosive reflux disease). Altri esami che possono dimostrare il reflusso sono la pHmetria e la manometria delle 24 ore che evidenziano il reflusso di materiale acido e le riduzioni di tono dello sfintere esofageo inferiore durante le 24 ore.

La terapia si basa innanzitutto su modificazioni dello stile di vita e dell’alimentazione come smettere di fumare, ridurre il consumo di caffeina, alcolici, di cibi acidi ed evitare pasti eccessivamente ricchi di grassi. Può essere utile sollevare la testiera del letto in modo la ridurre il reflusso notturno, evitare di indossare abiti stretti in vita e perdere peso nei casi di obesità. Se tali presidi non sono sufficienti, si passa all’utilizzo di una terapia farmacologica. Al giorno d’oggi esistono numerose classi di farmaci il cui obiettivo è ridurre l’acidità dello stomaco o favorirne lo svuotamento (inibitori di pompa, anti-H2, antiacidi, procinetici). Come ultima scelta si può ricorrere alla chirurgia antireflusso.

La terapia farmacologica standard in molti pazienti non riesce a ottenere un controllo completo dei sintomi e spesso deve essere continuata per anni pena la ripresa dei disturbi. A tal proposito entra in gioco l’agopuntura, che è una terapia efficace per il reflusso sia da sola sia in associazione ai farmaci quando questi non sono sufficienti. Studi hanno dimostrato che è possibile dimezzare il dosaggio dell’inibitore di pompa quando è associato a un ciclo di agopuntura, poiché la remissione dei sintomi è la stessa della terapia con il solo farmaco a dosaggio pieno.

L’agopuntura non solo è in grado di ridurre la secrezione acida gastrica, ma migliora anche la motilità gastro-esofagea favorendo lo svuotamento, limita l’incontinenza dello sfintere esofageo inferiore e riduce la percezione del dolore. Ooltre ad agire a livello locale, l’agopuntura fornisce inoltre un supporto globale in quanto riequilibra situazioni di stress che spesso sono alla base della persistenza o dell'aggravamento dei sintomi. Oltre all’agopuntura semplice, sono in corso esperimenti con l’elettroagopuntura, che usa l’elettrostimolazione sui punti Zusanli (ST 36), Zhongwan (CV 12), Neiguan (PC 6),Taichong (LR 3) e Gongsun (SP 4) per trattare i sintomi della malattia.

Il trattamento con agopuntura è individualizzato, prevede in genere un ciclo di dieci sedute settimanali (o bisettimanali nei casi più gravi) che possono essere seguite da trattamenti di mantenimento con cadenza variabile a seconda del caso. Si possono effettuare anche brevi cicli di richiamo nei periodi di peggioramento stagionale (primavera e autunno), da accompagnare o meno alla terapia farmacologica.


TAG: reflusso gastroesofageo agopuntura stomaco disturbi gastrointestinali

Informazioni su : Omeopatia




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