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Pelle secca? ecco gli errori più comuni da evitare

DATA
29.08.2014

NOTIZIA
Diamo un taglio alle brutte abitudini. E prendiamoci cura nel modo adeguato della nostra pelle!

Alla base della secchezza cutanea non c’è la mancanza d’acqua del nostro organismo, ma l’incapacità di trattenerla

Rugosa come la terra cotta dal sole. Friabile come un foglio di carta velina. Così appare la pelle quando è secca. Acqua in abbondanza e creme idratanti sono l’ideale per ridonarle morbidezza, turgore. «E qui iniziano i primi errori - commenta il professor Marcello Monti, responsabile dell’Unità Operativa di Dermatologia dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano) -. Il più importante: credere che alla base della secchezza cutanea ci sia la mancanza d’acqua. Sbagliato. Perché noi siamo ricchi di questo salvifico elemento. Basti pensare che il nostro corpo è composto per il 70/80 % di acqua. Il problema è che, non sapendo trattenerla, la buttiamo via. Proprio come facciamo con quella del nostro pianeta. Anche qui ce n’è in abbondanza e l’uomo, tuttavia, la spreca. L’analogia regge. Non caso, sarà il tema che il nostro Istituto tratterà proprio in occasione di Expo Milano 2015».

Che fare, allora? Come riportare la cute alla sua naturale bellezza?
«Escluse le patologie, come la psoriasi, le allergie, gli eczemi e l’uso di alcuni farmaci, che tendono a inaridire la cute, non resta che dare un taglio alle cattive abitudini. Per non sprecare la quantità d’acqua che è dentro (e fuori) di noi» afferma l’esperto. Eccole:


Alterare la barriera epidermica
«Al pari di una grande opera ingegneristica, la barriera epidermica, formata da due soli elementi, le lamelle cornee e lipidi, cioè i grassi specializzati, e spessa un decimo di millimetro, ha il compito di trattenere tutta l’acqua che abbiamo in corpo. Consentendoci, così, di sopravvivere in un ambiente gassoso - spiega il professor Monti -. Modificare il suo equilibrio, attraverso comportamenti errati, in testa i lavaggi frequenti, vuol dire portare la cute a disidratarsi».

Usare detergenti sgrassanti
Una doccia veloce e via, è il must della mattina. Un bel bagnoschiuma, ricco di tensioattivi, che faccia le bolle, è quello che ci vuole. «Peccato che sia il modo migliore per togliere parte dei lipidi dello strato corneo. Senza contare che la schiuma è difficile da eliminare, con l’inevitabile spreco d’acqua del pianeta - ricorda il dermatologo -. Risultato: la barriera epidermica è danneggiata, la nostra acqua interna evapora. E la pelle inizia il suo percorso verso la secchezza. Perché questo non accada, bisogna affidarsi ai detergenti non schiumogeni. O “No foaming detergent”, per dirla con gli anglosassoni».

Mettere spesso la crema idratante
Le creme idratanti aiutano, ma vanno usate con moderazione. «Perché contengono un emulsionante che - se applicato troppo di frequente - fa sciogliere i lipidi dello strato corneo. A farne le spese, è ancora una volta la barriera epidermica che, alterata nella sua funzione, inizia a disperdere l’acqua interna. Da qui il bisogno di stendere ancora la crema. Un circolo vizioso che va spezzato. In alternativa ci sono anche gli unguenti auto-idratanti ai poligliceroli, che reclutano l’acqua dagli strati più profondi e la portano in superficie» consiglia l’esperto.

Lavarsi sotto un getto molto caldo
Se l’acqua è troppo calda, a rimetterci è lo strato corneo. «Succede perché le sue cellule, imbevendosi d’acqua, si gonfiano. Basti pensare ai polpastrelli “arricciati” di chi è stato a lungo in piscina. Non solo, più la temperatura è alta, più le lamelle cornee si “appesantiscono”. Quest’acqua, poi, deve essere eliminata, con il rischio di lasciare la pelle secca, desquamata e pruriginosa - precisa il professor Monti -. Due, allora, sono le cose da fare: la prima, è lavarsi sotto un getto tiepido; la seconda, è munirsi di un termometro per verificare che il calore non salga oltre i 36/37°».

Immergersi a lungo nella vasca da bagno
«Più si sta in ammollo, maggiore è la possibilità di sciogliere i naturali fattori idratanti della cute. E questo accade indipendentemente dall’uso di detergenti. Non a caso, la sola acqua inaridisce la pelle. Un paio di minuti sotto la doccia o quattro in vasca, è quello che ci vuole» suggerisce il dermatologo.

Affidarsi all’olio d’oliva
Che sia di mandorle o d’oliva, l’olio non è la soluzione ideale - raccomanda l’esperto -. Massaggiato sulla pelle, forma delle micelle, piccolissime particelle che, emulsionate insieme ai grassi della cute, otturano i follicoli. Strutture che hanno anche il compito di lasciare traspirare l’epidermide. Va da sé che se sono chiusi, la pelle ne risente: acne, cisti cornee sono solo alcuni dei problemi cui si possono manifestare».

Esagerare con l’aria condizionata
Vento freddo e aria condizionata costringono la pelle a usare molta acqua. Il motivo è semplice. «Se nell’ambiente l’umidità è bassa la pelle, per rimanere ben idratata, è costretta a disperdere acqua, attraverso l’evaporazione. Ecco perché è fondamentale coprirsi, così da ridurre al massimo questo fenomeno. Stesso consiglio per chi viaggia in aereo» conclude il professor Monti.

Fonte: Corriere.it


TAG: pelle secca idratazione pelle dermatologo reggio emilia dermatologia pelle

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