MENU
CERCA
AMBULATORI
SERVIZI IN EVIDENZA
Home >> news >> Possiamo insegnare ai nostri figli a giocare «come una volta»?

Possiamo insegnare ai nostri figli a giocare «come una volta»?

DATA
07.10.2015

NOTIZIA
Quando guardo i miei figli, di 5, 7 e 11 anni, giocare, mi sembra che non ci riescano «bene». Il piccolo ai giardinetti non fa che lottare con i compagni, con continui incidenti e liti. La bambina di 7 anni si annoia, ha tanti giocattoli ma non li usa. Il grande è sempre incollato ai giochini del suo tablet, perfino quando sta con gli amici: in realtà, ciascuno usa il proprio tablet e ignora i coetanei. Se penso ai giochi della mia infanzia, mi sembra che tutto sia cambiato e mi chiedo se dobbiamo accettare la situazione o se ci sia qualcosa da fare.

Risponde Anna Rezzara, professore di Pedagogia, Facoltà di Scienze della Formazione, Università Bicocca (Milano)

Attività spontanea e necessaria del bambino, espressione di tutti gli aspetti del suo essere, il gioco sembra essere divenuto oggi qualcosa di meno naturale. Sembra di osservarne, insieme al piacere che comporta, anche la «fatica». Scrivo pensando al gioco «libero», che i bambini fanno esplorando il mondo, usando liberamente gli oggetti, inventando situazioni, imitando ruoli e comportamenti adulti, organizzando storie, copioni, regole e ruoli dei diversi giocatori. Il gioco “libero” non è solo quello con giocattoli, come sempre più spesso sembra che il mondo adulto tenda a pensare: strumento di divertimento può essere qualsiasi oggetto, ma anche il proprio corpo e anche uno spazio in cui il gruppo di bambini decide regole, forme e attrezzi necessari del proprio giocare. Ma questa attività, che ci sembra così naturale e naturalmente felice per i bambini, ha bisogno oggi di essere «protetta», e garantita.

Poco spazio alla libertà

Le attuali condizioni di vita, di organizzazione familiare, i valori culturali e sociali dominanti forse mal si accordano con la tutela di spazi, occasioni e relazioni che favoriscano un buon giocare. Pensiamo al prevalere di famiglie nucleari, in cui sempre meno può accadere che fratelli e parenti di età diverse creino un buon «apprendistato» e si tramandino le modalità di gioco; pensiamo a famiglie impegnate nel difficile compito di far convivere famiglia e lavoro, con grande e benefico ricorso ad «agenzie esterne» (scuola, extrascuola, attività integrative organizzate) e con poco tempo (e serenità) per allargare tempi di gioco familiari.
Il gioco «libero» è conservato e alimentato, e per fortuna, soprattutto in luoghi specifici (ludoteche, luoghi educativi di animazione), mentre sempre meno e sempre meno attrezzati sono gli spazi aperti di libero gioco.

Occorre un «tempo disteso»

Sono un ricordo lontano i cortili, i marciapiedi, le aree libere dove bambini di età diverse possono mettere in atto i giochi di movimento e di gruppo tradizionali. E in questi luoghi capita sempre meno di vedere bambini che si divertono con mosca cieca, quattro cantoni, rimpiattino, i giochi di palla, nascondino. E sempre di più capita di osservare modi di gioco in cui il bisogno di movimento e di relazioni tra bambini prendono le forme imitative dei cartoni visti alla televisione, e assomigliano a forme di pura scarica motoria o a bisogno di affermarsi.Per favorire il gioco e per stare con un bambino che gioca occorre un tempo disteso, rispettoso dei tempi e dei modi del bambino, privo di preoccupazioni e valutazioni sul senso e lo scopo del gioco, disponibile a stare al confine tra realtà e fantasia. Una minaccia al gioco è anche la coincidenza sempre più comune tra gioco e giocattoli: il gioco diventa merce e il mercato propone ai bambini oggetti di desiderio spesso illusorio che non sempre “si fanno giocare”.

Osservatori attenti e interventi mirati

Occorre allora impegnarsi a trovare qualche antidoto a questa situazione.
Dobbiamo sostenere il divertimento infantile cercando spazi che permettano il movimento, l’aggregazione di gruppo, la sicurezza, ma anche l’esplorazione. Dobbiamo essere attenti osservatori, possibili riferimenti, rispettando e non intervenendo se non necessario nelle dinamiche, nei piccoli conflitti, nella fatica di organizzarsi. Dobbiamo intervenire a sostenere il gioco nei momenti di stallo o di difficoltà, con proposte, suggerimenti, facilitando la soluzione, ma rispettando il sentire dei bambini. Non dobbiamo finalizzare il gioco a scopi precisi: il gioco educa di per sé. Dobbiamo - famiglia, scuola, educatori - attivamente suggerire tipi, modelli, «format» di gioco, insegnare giochi tradizionali adatti all’età, che danno espressione alle energie dei bambini e organizzano il gruppo intorno a semplici regole. Dobbiamo fare in modo che il tempo di gioco insieme, anche se poco, sia un tempo di vera relazione, in cui riusciamo a recuperare quel senso di distacco dai vincoli della realtà che consente di immergersi nella situazione. E di divertirsi.

TAG: pediatra pediatria gioco bambino

Informazioni su : Pediatria




ULTIME NEWS

Creme solari: 10 cose che (forse) non sai sui prodotti per l'abbronzatura
2018-08-04
Creme solari, conoscete davvero le caratteristiche dei prodotti per la protezione solare e per l'abbronzatura? L'estate si avvicina e il caldo è arrivato. E' il momento d
I nostri orari di agosto
2018-08-01
ORARI DI APERTURA MESE DI AGOSTO 2018 Fino a lunedì 6 agosto orario normale, mattino e pomeriggio. Da martedì 7 agosto a sabato 11 agosto. Aperti solamente al matt
Api, meduse, ragni, vipere, zecche. Cosa fare in caso di morso o puntura
2018-07-31
Estate, tempo di vacanze: mare, montagna, campagna o lago, ogni località offre relax e svaghi, ma anche lati oscuri. Calabroni, zecche, meduse, scorpioni e vipere in
Bimbi d'estate: il vademecum dei pediatri
2018-07-30
Coinvolgerli nell'organizzazione del viaggio, inserendo tappe ad hoc. Essenziali gli snack e il primo soccorso. Cappellino, crema solare, occhiali da sole e farmaci pr
Rimozione del tatuaggio? Sì, ma rigenerando la pelle
2018-07-30
Pentiti del tatuaggio, c’è una novità! Sembra ormai clinicamente confermato che, con l’uso della tecnologia laser a picosecondi abbinata al trattamento con laser fraziona
Campeggio: i 10 errori da evitare per godersi la vacanza in tenda
2018-07-22
Quest'anno avete deciso di trascorrere una vacanza in campeggio? Di sicuro si tratta di un'alternativa economica, divertente e avventurosa, adatta a chi vuole riscoprire
Godersi la montagna d'estate Anche nella terza età
2018-07-12
Gli eventuali rischi dell'altitudine possono essere gestiti. Le misure da adottare perché il fisico possa trarne giovamento Un piacevole fresco, lontano dall'afa della
Vacanze in salute, le regole d'oro
2018-07-01
Qualche prezioso consiglio da non dimenticare mai, per trascorrere le ferie in tranquillità e fronteggiare eventuali emergenze. Cosa sarebbe l’estate senza vacanze? Il
Le medicine da mettere in valigia
2017-08-01
E’ il momento di andare in vacanza, preparare la valigia: vestiti, costumi, creme, beauty-case e libri vanno bene, ma è importante non dimenticarsi delle medicine. Qu
Allergici in viaggio, qualche trucco per evitare di correre rischi
2017-08-01
In vacanza, soprattutto all'estero, cresce la probabilità di pericolosi choc anafilattici per chi è allergico ai cibi La prospettiva di una vacanza può diventare un in

« Lista Completa