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Perché alcuni bambini non gattonano?

DATA
28.01.2014

NOTIZIA
In base all’epoca di vita un lattante acquisisce una serie di competenze motorie che fanno parte delle tappe del suo normale sviluppo posturale e motorio. Tali tappe di sviluppo motorio messe in relazione con i mesi di vita, ci permettono di capire se lo sviluppo psicomotorio è adeguato.


Mediamente un lattante a tre mesi posto in posizione prona solleva il capo, a 6 mesi raggiunge la posizione seduta autonoma, a 10-11 mesi si tira in piedi da solo, da seduto si mette a quattro zampe, gattona.
Esiste, tuttavia, una certa variabilità interindividuale: la stessa tappa, infatti, può essere raggiunta ad epoche anche molto diverse. È importante non solo valutare il momento in cui è avvenuto il raggiungimento di una certa tappa miliare, ma anche lo studio e la comprensione dei modi in cui una tappa è stata raggiunta (o è stata fallita).

Il gattonamento è una tappa dello sviluppo motorio che un lattante acquisisce intorno ai 10-11 mesi: cammina a quattro zampe, facendo forza sulle mani e sulle ginocchia.
In generale il bimbo comincia a gattonare dopo un certo periodo in cui sta seduto con sicurezza. È consigliabile in questo periodo tenere il bambino il più possibile su un tappeto o una coperta e vestirlo con indumenti che coprano ginocchia e gomiti, come le pratiche tutine elasticizzate che permettono anche grande libertà di movimento. È un momento giocoso che permette al bambino di spostarsi da un lato all’altro di una stanza e di scoprire nuovi luoghi, nuove sensazioni.

Ciò che porta un bambino al gattonamento dipende da molte variabili. Non si tratta solo della maturazione del sistema nervoso centrale, ma è il risultato della cooperazione di componenti fisico-anatomici, neurologici, ambientali, motivazionali.
Sarà inoltre poco motivato un bambino che viene spesso tenuto in braccio, in un box o che usa un girello. Per questo motivo si consiglia di abituare il bambino fin da piccolissimo a stare per molto tempo libero sul pavimento.

Il gattonamento può essere posticipato a 11-12 mesi di vita senza che questo configuri una condizione di anormalità, ed è importante ricordare che non tutti i bambini passano per questa fase, ma alcuni imparano direttamente la stazione eretta e a muovere i primi passi senza passare per l’andatura a 4 zampe e senza che questo abbia un significato patologico.
Non dobbiamo aiutare il piccolo a gattonare, quanto piuttosto lo dobbiamo incentivare alla sperimentazione, aiutarlo a provare il passaggio dalla stazione seduta a quella eretta, per una corretta acquisizione di una sequenza di passaggi posturali. Sicuramente il gattonare giova al bambino perché lo aiuta a organizzare il movimento, sarà per lui d’aiuto nel momento in cui farà i primi passi, lo aiuterà nello sviluppo dell’equilibrio.

Questo però non significa che coloro che saltano la tappa del gattonamento non raggiungano comunque un ottimo sviluppo motorio e cognitivo. Alcuni bambini saltano infatti questa fase e sperimentano altre modalità di movimento, ad esempio strisciano a pancia in giù, si spostano da seduti aiutandosi con mani e piedi, per poi passare direttamente alla stazione eretta. Il gattonamento non è un pre-requisito per camminare e ogni bambino ha un processo psicomotorio personale.

Cirriere.it

TAG: pediatria pediatra gattonare bambino crescita

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