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Mangiarsi le unghie: Onicofagia e ricostruzione, le possibili terapie
Mangiarsi le unghie: Onicofagia e ricostruzione, le possibili terapie
DATA
05.01.2010
NOTIZIA
Mangiarsi le Unghie: una cattiva abitudine molto diffusa che spesso esprime un disagio di tipo emotivo. Per combatterla molte le armi a disposizione dall'omeopatia che agisce sugli stati d'ansia alla dermocosmetica per ricostruire le unghie
“
Se potessi, mi mangerei anche quelle dei piedi”. Non è raro ascoltare persone che giungono a dire queste parole. Quello dell’
onicofagia (mangiarsi le unghie), è un problema medico e sociale sempre più dilagante nella società di oggi. Ansia, stress ne sono i detonatori, capaci di creare situazioni drammatiche sul piano psicologico e gravi per la salute.
“La persona si vergogna del proprio aspetto, può aver problemi di lavoro tipo nell'uso della tastiera del computer, nei rapporti interpersonali quando deve stringere la mano ed infettivi: sotto le unghie s’annidano germi capaci d’entrare nell’organismo attraverso la bocca, si possono creare infezioni locali, si rischia d’attaccare lo smalto dei denti. Secondo Teresa Sichetti, responsabile del Centro di Dermocosmesi e Laserterapia all’Azienda Ospedaliera Università Pisana, il problema è sfaccettato e complesso, ma può essere affrontato nelle singole componenti per avviare soluzioni”.
Un vizio diffuso – Le cifre parlano da sole:28% dei bambini fra i 7 ed i 10 anni,44%degli adolescenti,19-29% dei giovani adulti,5% fra gli anziani. Definirlo quindi un passatempo è quantomeno discutibile.
Identikit curiosi – E’ un’abitudine dai forti connotati psicologici, coinvolgendo età emotivamente instabili,caratteri timidi, soggetti ansiosi . E’ un modo un po’ complicato per controllare l’aggressività, per bisogno d’attenzione e lo si fa in modo compulsivo, irrefrenabile.
Terapia comportamentale – E’ preferibile nelle forme di particolare gravità, alla ricerca di sostituire l’atteggiamento autolesionista con un altro più “sano” o addirittura ad una terapia farmacologica che,attraverso l’uso di antidepressivi e di vitamina B, stimola l’attività della serotonina nel cervello,modulando l’impulso a mordere.
Prevenzione locale – E’ indicata nei casi più lievi dove si può prevenire un danno a carico dell’unghia e che richiedono cure anche dermatologiche. Il suggerimento è l’uso di smalti sgradevoli al gusto. Il tioconazolo che protegge l’unghia infetta dall’azione dei funghi.
Il principio delle nostre nonne, in tal senso, era quello di ricorrere all’aloe e l’ olio di germe di grano, non tralasciando il ricorso ad integratori a base di ferro,cisteina e cistina, per contrastare al contempo un loro stato di fragilità. Occorre valutare l’azione anche di sostanze di uso frequente(acqua,detersivi,saponi) che le disidratano rendendole più deboli.
Il ruolo dell’omeopatia – Dalla letteratura di settore emerge la validità di ricorrere, fra altre sostanze, all’ignatia 5 CH per correggere gli stati di tensione emotiva, così come la staphysagria 5 CH per le componenti ossessive od il phosphoricum acidum 5 CH per le reazioni emotive davanti a particolari eventi.
Ricostruire si può – Un’unghia ricostruita a dovere risulta difficile da morsicare. Tutto deve chiaramente essere praticato da personale tecnico preparato e l’obiettività di saper escludere mani non adatte a tale intervento. Si possono così aiutare le donne che non mostrano volentieri una mano deturpata, espressione sovente di un disagio interiore profondo che sta vivendo.
Protesi e polvere acrilica – Nel primo caso si può ricorre alla tip,cioè l’allungamento con protesi di svariata forma da quella ovale a quella quadrata, a differente lunghezza. Per fare ciò si sceglie l’impiego di materiale plastico. L’altro è invece preferibile quando le unghie naturali risultino troppo corte, impedendo l’applicazione della tip.
I tempi necessari – Sono quelli in cui si giunge alla lunghezza desiderata. Saranno necessari controlli mensili con opportuni ritocchi alla ricostruzione. Consigliabile, in talune mansioni come quelle domestiche,il ricorso a piccoli accorgimenti quale l’uso di guanti protettivi.
Utile anche il gel – Nel processo di ricostruzione può avere ruolo positivo il ricorso al gel, tecnica particolarmente veloce. Una sua applicazione le rende più resistenti e maggiormente brillanti. Altri gel sono impiegabili anche dopo il processo d’allungamento ottenuto con la tip; altri ancora vengono sostenuti dal ricorso a speciali cartine poste sull’unghia, capaci di determinarle la ricostruzione.
fonte: www.repubblica.it
TAG: mangiarsi le unghie,
onicofagia,
ricostruzione,
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Medicina Estetica
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