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L'infertilità è maschia
L'infertilità è maschia
DATA
26.02.2009
NOTIZIA
Un numero sempre maggiore di italiani non riesce a diventare padre. E uno studio europeo rivela: colpa dell'inquinamento, del fumo, dell'alcol e delle droghe
Sono sempre di più i maschi europei che incontrano grandi difficoltà ad avere figli. Lo dimostra una classifica stilata in base alla capacita di fecondare del loro seme. La graduatoria, elaborata su 13 paesi, vede gli italiani in fondo alla classifica insieme a turchi e svedesi. In cima, dopo il Portogallo, ci sono Spagna, Norvegia, Belgio, Olanda, Germania, Danimarca, Francia, Regno Unito e Irlanda. Lo hanno stimato i ricercatori del laboratorio di andrologia dell'Instituto Valenciano de Infertilidad di Alcante, in Spagna, dopo l'analisi dei liquidi seminali di circa 12 mila uomini. In tutti i paesi, comunque, si conferma il trend in discesa della qualità del seme maschile, sia per numero di spermatozoi, sia per la loro motilità, requisito indispensabile per poter raggiungere l'ovulo della donna. L'allarme lo daranno i medici che parteciperanno ai congressi della European academy of andrology e della Società italiana di andrologia e medicina della sessualità che si terranno in contemporanea a Roma dal 24 novembre prossimo.
La classifica, precisa Elena Sellés Soriano, responsabile del laboratorio spagnolo e della ricerca, "si basa sulla concentrazione di spermatozoi e sulla loro motilità che sono le due caratteristiche determinanti per la fertilità del seme. Si tratta del più ampio studio aggiornato sulle variazioni nazionali del seme e la capacità fecondante in Europa. Si evidenzia come le differenze in stili di vita, abitudini, esposizione a fattori tossici ambientali e professionali incidano sulle capacità riproduttive maschili". Un allarme ancor più grave visto che il continuo ed evidente declino della qualità del seme, che fa ipotizzare un aumento dei maschi sterili, è un dato omogeneo nei diversi paesi europei. "Nel 1940 si contavano nei giovani maschi europei in media 100 milioni di spermatozoi per millilitro di liquido seminale", scrive Anna Maria Andersson, del dipartimento Sviluppo e riproduzione dell'ospedale universitario Rigshospitalet di Copenhagen, in un editoriale dell''International Journal of Andrology': "Oggi nei giovani la qualità del seme è molto diminuita. Ad esempio il 40 per cento dei danesi ha meno di 40 milioni per millilitro. In queste condizioni il tempo che si impiega per ottenere una gravidanza diviene molto più lungo. Quando la concentrazione scende sotto i 15 milioni è sterilità".
Anche in Italia il trend è in aumento lento e costante, con un ritmo di circa il 5 per cento ogni decennio. E questo, spiega Andrea Lenzi, ordinario di Endocrinologia all'università La Sapienza di Roma e presidente del congresso di Roma: "È legato all'aumento dei fattori tossici nell'ambiente e allo stile di vita, soprattutto fra gli adolescenti. L'abuso di droghe, sigarette e alcol svolge un'azione nociva diretta sugli spermatozoi, così come il sempre più diffuso uso di anabolizzanti nelle palestre, anche mascherati in integratori di aminoacidi e proteine. Colpevoli sono anche lo smog urbano e le sostanze tossiche e simil-ormonali in esso contenute".
A spiegare l'origine ambientale di questa epidemia di sterilità maschile è un nuovo studio del dipartimento di Salute ambientale della Harvard School of Public Health di Boston che ha analizzato le ricerche svolte negli ultimi 15 anni sui pesticidi. Venti studi dimostrano l'associazione fra l'esposizione a Ddt, organoclorine, erbicidi, fungicidi e insetticidi e la peggiore qualità del liquido seminale in termini di concentrazione, motilità e morfologia degli spermatozoi; tre ricerche evidenziano l'associazione fra l'esposizione ai pesticidi e danni al Dna degli spermatozoi. Infine quattro studi hanno scoperto alterazioni cromosomiche negli spermatozoi conseguenti all'uso di miscele di pesticidi organofosforici, insetticidi piretroidi e carbamati. "L'esposizione a un'ampia gamma di pesticidi, sia occasionale che di lunga durata, esercita un effetto distruttivo nei confronti di molti degli ormoni coinvolti nella formazione degli spermatozoi", conclude Melissa Perry su 'Human Reproduction'.
Fonte: http://espresso.repubblica.it/
a cura di Agnese Ferrara.
TAG: infertilità,
spermiogramma,
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Andrologia
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