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Linee guida per la diagnosi e cura del Diabete: aggiornamento 2008

DATA
12.03.2008

NOTIZIA
I processi di screening, diagnosi e cura del diabete necessitano di costanti revisioni finalizzate al miglioramento degli esiti raggiungibili secondo “standards” condivisi. Il controllo glicemico e dei fattori di rischio quali l’ipertensione, il fumo di sigaretta, l’obesità, l’ipercolesterolemia o la dislipidemia rappresentano i goal del trattamento nel paziente diabetico.

Di seguito vengono elencati i punti fondamentali dell’aggiornamento delle linee guida dell'American Diabetes Association (ADA)1 per la diagnosi e cura del diabete recentemente pubblicate su Diabetes care. Le lettere fra parentesi indicano il grado dell’evidenza scientifica a supporto di ciascuna raccomandazione dell’ADA.

Per la diagnosi di diabete nei bambini e negli adulti, esclusa la gravidanza, la glicemia a digiuno (FPG) è il test preferibile e l’uso dei valori di emogobina glicosilata (HbA1C) non è indicato per la diagnosi (E)
Lo screening di prediabete e diabete tipo 2 in soggetti asintomatici va presa in considerazione nei pazienti in sovrappeso o obesi (Body Mass Index - BMI >25 kg/m² ) con la presenza di almeno un fattore di rischio addizionale. Altrimenti il test andrebbe eseguito a 45 anni (B) e se normale ripetuto ad intervalli di 3 anni (E)
I test appropriati nel prediabete e nel diabete sono la FPG e il test di tolleranza (OGTT) con carico di glucosio di 75 gr (B). Se si riscontra una glicemia alterata (IFG) va considerata l’esecuzione di una OGTT per definire meglio il rischio di diabete (E).

Nei soggetti con prediabete si dovrebbero valutare e trattare, in modo appropriato, gli altri fattori di rischio (B)
Per prevenire o ritardare l’insorgenza del diabete i pazienti con un risultato alterato all'OGTT (IFG) (A) o IFP (E) dovrebbero ricevere un’indicazione a diminuire di peso del 5 – 10 % e di aumentare l’attività fisica portandola a 2h 30’ alla settimana di attività moderata come una passeggiata. L’intervento di consulenza nel follow up sembra migliorare le probabilità di successo (B) (E).
La terapia con metformina va presa in considerazione nei pazienti ad alto rischio di diabete, basandosi sulla combinazione di IFG e IGT associati ad altri fattori di rischio, o se i pazienti sono obesi e con età <60 anni (E).

I Soggetti con prediabete devono essere sottoposti a monitoraggio annuale (E)
Poiché l’abbassamento dei livelli di HbA1C <7% riduce le complicanze microvascolari e neuropatiche del diabete e probabilmente anche la malattia macrovascolare nei pazienti adulti, esclusa la gravidanza, valori di HbA1C <7 rappresentano il target da raggiungere (A)
L’abbassamento entro valori normali di HbA1C <6% è possibile in pazienti selezionati senza significative ipoglicemie (B), questo alla luce di studi epidemiologici che dimostrano che per valori decrescenti di HbA1C dal 7% al range normale <6% è evidente un piccolo, ma costante e progressivo beneficio
È raccomandato uno stretto controllo dei valori di HbA1C nei seguenti pazienti: pazienti pediatrici, pazienti con anamnesi di ipoglicemie severe, pazienti con ridotta aspettativa di vita, pazienti con comorbidità, pazienti con una lunga storia di malattia e minime o stabili complicanze microvascolari (E)

I soggetti con prediabete e diabetici dovrebbero ricevere una Terapia Nutrizionale Medica (TNM) individualizzata utile per il raggiungimento degli obiettivi terapeutici (B).
Le specifiche componenti della TNM dovrebbero includere la gestione del bilancio energetico, il sovrappeso e l’obesità con dieta, l’attività fisica e le modificazioni delle abitudini di vita (B); la prevenzione primaria nei soggetti ad alto rischio per diabete tipo 2 (A); promuovendo l’assunzione di fibre e cereali (B); controllando l’assunzione di grassi, con quelli saturi che dovrebbero non superare il 7% delle calorie totali (A); minimizzando l’introito di grassi trans (E) e gestendo l’assunzione di carboidrati.
Il monitoraggio dell’introito di carboidrati è la strategia chiave per raggiungere il controllo glicemico (A). Nei pazienti diabetici l’uso dell’indice glicemico e del carico glicemico può migliorare sensibilmente il controllo glicemico rispetto alla sola valutazione dei carboidrati totali nella dieta (B)
L’automonitoraggio del diabete (AMD) è un’opportunità che dovrebbe essere offerta ai pazienti alla diagnosi e successivamente quale controllo della malattia nel tempo (B), con l’obettivo di modificare i comportamenti autogestiti (E) e indirizzata ai problemi psicosociali (C).

I diabetici dovrebbero sottoporsi ad almeno 150 minuti a settimana di attività fisica aerobica ad intensità moderata raggiungendo il 50% - 70% della frequenza cardiaca max (A) e se non sussistono controindicazioni i soggetti con diabete di tipo 2 dovrebbero effettuare un allenamento di resistenza tre volte a settimana (A).
Infine i soggetti diabetici dovrebbero essere valutati in considerazione del loro lavoro, della condizione medica individuale, del regime terapeutico e della storia clinica (E) con accesso a tutte le classi di farmaci antidiabetici, strumenti e forniture specifiche senza eccessivi controlli (E)

Bibliografia
1. American Diabetes Association Clinical Practice Recommendations 2008 Diabetes Care. 2008;31(suppl 1):S5-S11


Fonte: www.univadis.it

TAG: diabete diabetologia endocrinologia

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