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Creme Solari Protettive: consigli e miti da sfatare

DATA
29.06.2011

NOTIZIA
Abbronzatissimi sulla riva del mare, cantava una vecchia canzone. In sicurezza, però, aggiungiamo noi. La tintarella infatti può essere molto rilassante; ma quando ci si scotta, tutti i benefici fisici e psicologici scompaiono di fronte al fastidio e al rischio di malattie anche gravi come il cancro. Per evitare questi problemi non serve una laurea in medicina. Basta qualche trucco e soprattutto una buona conoscenza delle creme solari. Leggere l'etichetta attentamente e saperla interpretare è quindi di importanza fondamentale per scegliere il prodotto più adatto alle proprie esigenze, soprattutto oggi che una nuova raccomandazione europea ha cambiato le regole.

I solari non bastano

Sostanze che bloccano i raggi UVA e UVB, che resistono all'acqua, al sudore e alla sabbia, che mantengono le loro proprietà anche sotto il sole più caldo e che sono sicure per la pelle di grandi e piccini. La ricetta del solare perfetto è tutta qui. Il problema è che la perfezione non è di questo mondo e non tutti i prodotti in commercio rispondono necessariamente a tutte queste caratteristiche. La prima cosa da cercare sulle confezioni sono indicazioni come "stabile" o "fotostabile", che indicano la capacità del prodotto di mantenere inalterata la sua composizione anche sotto il sole più cocente (se invece si degrada, rischiate brutte sorprese alla pelle) e "resistente all'acqua", che segnala la capacità di non essere lavato via dal sudore o da un bagno in mare. Non dimenticate di controllare che il prodotto indichi non solo la protezione contro gli UVB (quelli che causano gli eritemi), ma anche contro gli UVA (che a lungo andare sono i più pericolosi, perché possono aumentare il rischio di cancro alla pelle), come previsto dalla raccomandazione europea. Anche se scegliete una protezione molto alta e un prodotto stabile e resistente all'acqua, non crediate che questo basti ad assicurarvi una protezione totale. Per evitare le scottature o l'invecchiamento della pelle (e altri guai ben peggiori), bisogna anzitutto saper usare i solari: vanno applicati abbondantemente prima di stendersi sulla sdraio (per dare un'idea servono circa sei cucchiai per tutto il corpo) e riapplicati ogni due ore e dopo ogni bagno e ogni sudata. Non dimenticatevi di spalmare naso e orecchie e di usare anche uno stick per le labbra. Inoltre non esponetevi nelle ore più calde (dalle dieci del mattino alle quattro del pomeriggio) e in caso di esposizione indossate occhiali da sole, un cappello a tesa larga e magliette del tessuto giusto: il cotone protegge più del sintetico (ma esistono fibre trattate per resistere agli ultravioletti). Attenzione però: il cotone bagnato non riesce più a fermare i raggi solari.

Miti da sfatare e consigli da seguire

Un fenomeno di massa come la tintarella ha inevitabilmente generato tantissime leggende metropolitane. Ecco alcuni miti da sfatare e alcuni consigli da seguire.

* Inutile prepararsi alla stagione dell'abbronzatura sottoponendosi a qualche seduta di lampade a raggi UVA. Si limitano a creare una patina di colore che scompare rapidamente e che non è abbastanza forte da proteggere la pelle durante l'esposizione al sole.
* Avere la pelle scura non significa che non si debbano usare le creme ad alta protezione, così come non bisogna pensare che l'abbronzatura protegga: i raggi solari sono sempre in grado di danneggiare il Dna delle cellule della pelle, di qualunque colore sia.
* Non è affatto normale che la pelle diventi rossa, prima di abbronzarsi: anzi è un segnale di irritazione. Stessa cosa se iniziano a staccarsi le pellicine: se avete preso il sole in modo corretto (gradualmente e usando la giusta protezione) l'esfoliazione è impercettibile.
* Vi siete scottati? Le creme servono ancora: aiutano a evitare che la pelle subisca un ulteriore stress.
* Una dieta ricca di antiossidanti (frutta e verdura), soprattutto 30-40 giorni prima di iniziare la tintarella, aiuta a combattere i radicali liberi, causati dall'esposizione ai raggi solari e quindi migliora la salute della cute. Bere molta acqua e succhi di frutta aiuta a mantenere la pelle idratata.
* Ricordatevi che i raggi solari vengono riflessi dall'acqua o dalla neve: facendo il bagno o stando sulla neve si è più esposti alle radiazioni e i rischi aumentano.
* I solari possono perdere efficacia col tempo. Fate attenzione al PAO (Period after opening), che indica il periodo minimo garantito di conservazione a prodotto aperto: la crema dell'estate passata, ormai non garantisce più la protezione indicata. Un cattivo odore e una consistenza non omogenea sono segnali che il prodotto è scaduto.
* Non conservate i solari in locali troppo caldi e soprattutto non esponeteli al sole in spiaggia.

Cosa fare. Leggere con attenzione

Una raccomandazione europea ha cambiato le etichette sui solari. Non è vincolante, ma comunque le aziende che decidono di usare i claim previsti dal documento devono anche rispettarne le indicazioni, altrimenti sono passibili di denuncia.

* "Schermo totale" o "protezione totale" sono claim che non possono più essere usati. Sulle confezioni ci devono essere istruzioni relative all'applicazione delle creme e le precauzioni da prendere nell'esporsi al sole, come indossare cappellini o magliette.
* Le creme devono proteggere dagli UVA e dagli UVB. I fattori di protezione (SPF o Sun protection factor) devono essere standardizzati e indicati in modo chiaro. Prima, non erano standard: così poteva accadere che una crema fattore 12 fosse qualificata alta protezione da un produttore e media da un'altra. Oggi i prodotti con SPF inferiore a 6 non possono vantare capacità protettive: sono semplici lozioni abbronzanti. La protezione bassa è indicata con 6 e 10, quella media con 15, 20 e 25, quella alta con 30 e 50 e quella molto alta con 50+. L'SPF indica il rapporto tra la dose minima di esposizione al sole che causa eritema con filtro e senza filtro: chi può stare al sole senza scottarsi per 10 minuti, con un filtro solare 6 potrà farlo per 60 minuti. La minima esposizione possibile, però, è un fattore soggettivo che dipende dal fototipo cioè dalle caratteristiche della pelle di ciascuno.

Fonti:
Articolo pubblicato su Test Salute 74, giugno 2008
www.altroconsumo.it


TAG: creme solari proezione solare abbronzatura protezione pelle raggi del sole

Informazioni su : Dermatologia




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