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le mosse possibili contro la cellulite
le mosse possibili contro la cellulite
DATA
24.05.2010
NOTIZIA
Sette mosse possibili contro la cellulite
Ecografia e doppler per un'analisi corretta. Poi una strategia d'intervento mirato
La cura magica non è ancora stata trovata, ma il panorama dei trattamenti che cercano di combattere i «cuscinetti» è sempre più ampio: si va dalle proposte più consolidate, come la
mesoterapia e il
massaggio, a quelle più nuove che sfruttano varie forme di energia, come la
radiofrequenza (fino a ieri utilizzata solo per il ringiovanimento del viso), il
laser, gli
ultrasuoni.
Insomma c’è solo l’imbarazzo della scelta, ma è proprio qui che non bisogna sbagliare. Emanuele Bartoletti, segretario della Sime, Società italiana di medicina estetica, e responsabile del Servizio di medicina estetica del Fatebenefratelli-Isola Tiberina di Roma, e Francesco D’Andrea, docente di chirurgia plastica alla Seconda Università di Napoli, ci hanno guidati all’analisi dei pro e contro dei vari metodi, ma prima di tutto a capire l’importanza di una
corretta diagnosi. E per arrivare a una diagnosi è indispensabile, dicono, una buona indagine della storia medica, famigliare e personale, l’esame obiettivo, una valutazione delle abitudini del paziente, della sua storia ponderale, del suo peso ideale, della massa magra e della massa grassa. E anche un
ecografia dell’ipoderma e, eventualmente, un
doppler agli arti inferiori.
CAPIRE SE IL GRASSO «È SANO»
«Tutti questi "strumenti" servono per fare scelte che rispondano alle caratteristiche del paziente, in particolare l’
ecografia — chiarisce meglio Bartoletti — ci permette di capire se il grasso è "sano" o se invece sta già andando incontro a un processo di fibrosi e quindi di distinguere tra adiposità localizzate e cellulite, ovvero la pannicolopatia edemato-fibrosclerotica, in sigla Pefs, come si definisce scientificamente la cellulite. «Fare questa distinzione è importante — continua Bartoletti — perché questi due inestetismi, che vengono spesso confusi, richiedono approcci diversi —. L’adiposità localizzata è quasi un carattere sessuale secondario femminile, nelle donne, infatti, il grasso si localizza preferenzialmente su fianchi e cosce, la strategia migliore per combatterla in modo duraturo è la liposuzione.
Al contrario la liposuzione può fare ben poco nel caso si abbia a che fare con la cellulite.
Quest’ultima è caratterizzata da un grasso che non viene ben irrorato dal sangue e col tempo va in contro a processi degenerativi: si passa dallo stadio edematoso a quello fibroso e poi a quello sclerotico.
Capire in che stadio la cellulite si trova è fondamentale per arrivare al trattamento più corretto e proprio qui ci viene in aiuto l’esame
doppler che consente di valutare la circolazione e quindi lo stadio della panniculopatia. Va però detto che bisognerebbe cercare di intervenire agli stadi iniziali: più la diagnosi è precoce più aumentano le possibilità di successo della terapia». «I metodi di intervento sono molti e ognuno ha i suoi pregi e i suoi difetti – fa notare Francesco D’Andrea —. Ma di sicuro, soprattutto nel caso della cellulite, i risultati migliori si ottengono
combinando più strategie. Questo spiega perché la nuova tendenza, a livello tecnologico, è creare delle "piattaforme multifunzionali", cioè dei macchinari in grado di offrire contemporaneamente più trattamenti. Per esempio, esistono già sistemi che impiegano simultaneamente gli ultrasuoni, la radiofrequenza e la manipolazione della pelle e dello strato adiposo».
STILE DI VITA
Ma attenzione, qualunque trattamento si scelga non bisogna mai perdere di vista che per tenere a bada i cuscinetti di grasso, di qualsiasi «tipo», bisogna intervenire anche sullo stile di vita. «
L’alimentazione scorretta e la sedentarietà possono entrambe favorire e peggiorare la situazione — ricorda D’Andrea —. Qualunque trattamento estetico non dovrebbe quindi mai essere disgiunto da un intervento sullo stile di vita».
«Una dieta equilibrata ricca di frutta e verdura, con poco sale e pochi grassi nonché una corretta idratazione — sottolinea D’Andrea — aiutano sicuramente a mantenere i risultati ottenuti con le varie metodiche. Altrettanto vale per
l’attività fisica che agisce su più fronti: migliora la circolazione sanguigna, facilita il drenaggio linfatico, aumenta l’ossigenazione, migliora il tono muscolare». Quanto alle
creme snellenti, grazie anche al prolungato massaggio necessario per applicarle, possono contribuire a rassodare cosce e glutei, a dare alla pelle un aspetto più liscio e addirittura a ridurre di un paio di centimetri il giro coscia.
Fonte: corriere.it
a cura di Antonella Sparvoli
TAG: cellulite,
mesoterapia,
laser,
ultrasuoni,
radiofrequenza,
ecografia,
doppler,
dieta,
attività fisica,
Informazioni su :
Medicina Estetica
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