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Allergici in viaggio, qualche trucco per evitare di correre rischi

DATA
01.08.2017

NOTIZIA
In vacanza, soprattutto all'estero, cresce la probabilità di pericolosi choc anafilattici per chi è allergico ai cibi

La prospettiva di una vacanza può diventare un incubo per i due milioni di italiani che soffrono di un'allergia alimentare. Al di fuori dei rassicuranti spazi domestici, infatti, il timore di andare incontro a uno choc anafilattico cresce e una ricerca dell'European Academy of Allergy and Clinical Immunology (EAACI) dimostra che si tratta di timori fondati: in viaggio la probabilità di guai aumenta, soprattutto se ci si trova a dover mangiare in aereo.

STUDIO
Lo studio, condotto dall'allergologa Julie Barnett dell'università di Southampton in Inghilterra, è stato pubblicato sulla rivista dell'EAACI Clinical and Translational Allergy. La ricercatrice ha intervistato alcuni pazienti allergici a noci, nocciole e noccioline per capire quali fossero state le loro esperienze trovandosi a viaggiare all'estero e, stando ai risultati, spostarsi non è una passeggiata per chi vive con la spada di Damocle di uno choc anafilattico sulla testa. I nodi "critici" sono numerosi, primo fra tutti il volo aereo: il 9 per cento dei partecipanti ha avuto reazioni allergiche a bordo che in otto casi su dieci si sono rivelate da moderate a gravi; inoltre, chi ha richiesto alla compagnia aerea una particolare attenzione vista la propria allergia ha ricevuto un'assistenza soddisfacente solo in quattro casi su dieci. «Ci sono anche le esperienze positive, come chi ha raccontato di hostess e steward che informano della presenza di allergeni negli snack prima di distribuirli, ma ci sono casi in cui questi sono stati dati comunque, anche se il passeggero aveva chiaramente detto di non tollerarne alcuni ingredienti – racconta l'allergologa –. Alcuni mangiano solo cibo portato da casa, altri guardano che cosa c'è nel menu e consumano solo ciò che è a prova di allergie; ma c'è anche una quota di pazienti riluttanti a dichiarare la propria allergia perché pensano che così verrà servito loro cibo scarso e peggiore».

VIAGGIO
La ricerca rivela che i problemi iniziano comunque ben prima di salire a bordo dell'aereo: la maggioranza degli intervistati ha dichiarato che le allergie condizionano innanzitutto la scelta della destinazione, perché ad esempio molti preferiscono evitare viaggi all'estero temendo difficoltà legate alla comprensione di una lingua diversa; altri non andrebbero mai in India o Cina perché sono convinti che la cucina di quei luoghi sia particolarmente rischiosa; tanti scelgono di alloggiare sempre in case in affitto o residence per poter controllare in maniera autonoma ciò che mangiano. Leggendo le testimonianze dei pazienti si percepisce, palpabile, la paura che da un momento all'altro qualcosa possa andare storto e, trovandosi lontano da casa, non ci sia modo di farsi capire per trovare aiuto: c'è chi rinuncia a visitare luoghi lontani dalle città, chi meticolosamente annota tutti gli ospedali nelle vicinanze e pianifica al millimetro ogni spostamento, chi impara come si chiama il cibo incriminato" nella lingua del Paese che visiterà per poterla leggere su menu ed etichette. «Alla fine è netta la sensazione che per i pazienti la vacanza non sia il momento di relax e distrazione che è per tutti noi: uno dei partecipanti ci ha detto chiaramente che dovendosi assicurare sempre della "bontà" del cibo non vive mai con spensieratezza e spontaneità i giorni di ferie», riferisce Barnett.

CONSIGLI
L'allergologa prosegue dando consigli ai pazienti che si mettono in viaggio: «Se per il volo si è richiesto un pasto speciale, è bene accertarsi che l'esigenza sia stata ben compresa al momento del check-in, all'imbarco e anche quando viene servito il pasto; per evitare il contatto cutaneo con tracce di allergeni come le noccioline degli snack, che potrebbero essere presenti perché consumate dal passeggero precedente, è opportuno pulire le parti dure del sedile con una salvietta umida. Gli allergici inoltre devono portare con sé l'autoiniettore di epinefrina, perché si tratta di un salvavita: avvertite la compagnia aerea, gli addetti alla sicurezza e il personale di volo, indicando anche dove lo avete riposto». Alcuni partecipanti allo studio hanno ammesso di portare più di una "penna salvavita" con sé in viaggio; può essere una buona idea, così come indossare un braccialetto "da emergenza" in cui siano indicati gli allergeni che non si tollerano. Prima di partire, secondo l'esperta, è opportuno farsi preparare una lettera in inglese dall'allergologo, in cui si spieghi di quale allergia si soffre e della necessità di sempre portare con sé l'auto iniettore e i farmaci indispensabili; altrettanto raccomandabili le schede con frasi utili tradotte nella lingua del Paese dove ci si recherà (ad esempio "sono allergico a..." oppure "mio figlio sta avendo uno choc anafilattico, chiamate un'ambulanza" e così via). Sul sito dell'EAACI (http://www.infoallergy.com/) ad esempio si possono trovare schede sulle allergie in 27 lingue, oltre ai consigli per viaggiare sicuri.

CAMPAGNA EUROPEA
Intanto, prosegue la Campagna contro l'Anafilassi e le Allergie Alimentari patrocinata dall'EAACI: «Faremo una dichiarazione pubblica a livello europeo, con cui chiederemo che gli autoiniettori di epinefrina, essendo strumenti salvavita come i defibrillatori, vengano resi accessibili al pubblico in caso di emergenza - spiega Antonella Muraro, direttrice della Campagna -. Attraverso la Campagna vogliamo istruire le persone su cause, rischi e prevenzione delle allergie alimentari, ma anche migliorare l'accesso agli autoiniettori nei luoghi pubblici e soprattutto nelle scuole: tuttora un terzo degli choc allergici si verifica per la prima volta in classe e gli insegnanti sono spesso impreparati a gestire la situazione». Entro il 2013 sono attese anche le linee guida europee per la gestione delle allergie alimentari: la speranza è che ne derivino regole in grado di tutelare i pazienti, durante la vita di tutti i giorni ma anche in vacanza e in viaggio.

Fonte: corriere.it

TAG: allergie in viaggio allergie alimentari mangiare in aereo choc anafilattico

Informazioni su : Allergologia




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